San Rossore Eye Unit

La San Rossore Eye Unit è il Centro Oculistico Laser della Casa di Cura San Rossore, tra i primi in Italia a poter disporre di tutte le più avanzate tecnologie attualmente in commercio; è infatti dotato di una strumentazione all’avanguardia che consente di trattare tutti i possibili difetti visivi.

Nel Centro Oculistico Laser della Casa di Cura San Rossore, ogni anno vengono eseguiti circa 2500 interventi laser, 1500 interventi di cataratta di cui il 70% con tecnologia robotizzata laser-guidata.

Negli anni la chirurgia refrattiva, ovvero la chirurgia dedicata alla correzione dei difetti visivi quali miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia, ha conosciuto sempre più continui miglioramenti in termini di sicurezza, efficacia e prevedibilità dei risultati. Questa evoluzione è soprattutto legata alla notevole implementazione tecnologica presente oggi su alcune piattaforme laser. La nostra struttura dispone in particolare di 2 laser molto avanzati dedicati a queste procedure: il laser a eccimeri AMARIS 1050 Hz (Schwind Eye-Tech Solution) e il laser a femtosecondi VISUMAX 800 (Zeiss).

Tutte le procedure son eseguite naturalmente in regime ambulatoriale (circa 5 minuti per occhio) con anestesia in collirio. Il recupero visivo e quindi il ritorno alle proprie attività avvengono in genere dopo 24-48 ore (SMILE; Femtolasik); più lento (e fastidioso) il recupero dopo tecnica PRK.

La scelta della metodica più idonea è secondaria al singolo quadro clinico e al difetto da trattare e quindi appositamente valutata dal chirurgo refrattivo.

Laser a eccimeri AMARIS 1050 Hz

Il laser a eccimeri consente, mediante l’utilizzo di luce nel campo degli ultravioletti, di rimodellare con estrema precisione (millesimi di millimetro) il tessuto corneale attraverso un processo definito di fotoablazione.

Il Laser Schwind AMARIS 1050 Hz, di cui dispone il nostro centro, rappresenta il massimo livello di tecnologia attualmente esistente sul mercato:

  • Altissima precisione di trattamento;
  • Massima affidabilità e velocità dell’Eye-tracker: è l’unico laser attualmente in commercio ad avere il completo controllo in 7 dimensioni. L’Eye Tracker è una tecnologia che consente al laser di inseguire automaticamente e in tempo reale i piccoli, involontari e inevitabili movimenti dell’occhio del paziente durante i pochi secondi della durata del trattamento. Tutto ciò si traduce ovviamente (grazie ai suoi 1050Hz di frequenza) in una precisione assoluta del trattamento refrattivo;
  • Possibilità di eseguire correzioni refrattive personalizzate per migliorare la performance visiva in occhi che hanno basse qualità visive;
  • Possibilità di regolarizzare, in casi selezionati, le cornee dei pazienti affetti da cheratocono; questo laser difatti, coadiuvato al trattamento di cross-linking, consente una valida riabilitazione visiva grazie alla efficace riduzione delle alte aberrazioni oculari tipiche di questa patologia;
  • Possibilità di eliminare/ridurre le opacità corneali superficiali conseguenti a distrofie, infezioni o traumi mediante tecnica di PTK (Photo-Therapeutic Keratectomy) in maniera ottimale.

Questa è una metodica che, per entrambi gli occhi operati nella stessa seduta, ha una durata di circa 15 minuti. Il fastidio post-operatorio può persistere per sole 4-5 ore e il recupero visivo funzionale avviene già dopo 12-24 ore; ciò consente tempi di rientro alle proprie attività davvero rapidi.

 

Laser a femtosecondi Visumax 800

Il laser a femtosecondi presente nella nostra struttura è l’ultimo nato in casa Zeiss, ovvero VISUMAX 800.

Il nuovo laser Visumax 800 offre un tempo di trattamento davvero ridotto rispetto al precedente laser Visumax 500 grazie a una maggiore frequenza del laser e a una conseguente velocità di taglio più elevata. La frequenza di ripetizione laser, difatti, è ora di 2 MHz (2000 kHz) e ciò consente, rispetto ai 500 kHz della versione precedente, di creare un lenticolo stromale in meno di 10 secondi e completare un taglio del lembo (flap) in circa 5 secondi.

Il laser VISUMAX 800 è dotato di una evoluta tecnologia che rende più performate e sicura la tecnica che rappresenta oggi la vera novità in tema di chirurgia refrattiva, ovvero la SMILE (Small Incisione Lenticule Extraction).

Chiaramente la scelta di quale tecnica utilizzare dipende essenzialmente dalle caratteristiche cliniche del singolo paziente e dal tipo di difetto da correggere; infatti, la tecnologia va sempre e comunque adattata e personalizzata su ogni caso.

Presso il centro laser EyeUnit di San Rossore eseguiamo con esperienza decennale tutte le tecniche laser valide per risolvere i molteplici difetti visivi:

 

SMILE (Small Incision Lenticule Extraction)

Con laser VisuMax 800 di ZEISS: massima velocità e massima affidabilità per miopia ed astigmatismo miopico.

La SMILE ha l’enorme vantaggio di poter correggere difetti di miopia e astigmatismo miopico, indebolendo meno la cornea andando a creare il lenticolo refrattivo (che verrà poi semplicemente estratto attraverso una piccola incisura di soli 2 mm), nella parte più profonda e debole della cornea stessa, preservando in tal modo quella più forte anteriore; ulteriore vantaggio di questa tecnica è il ridotto rischio di secchezza oculare post-operatorio, tipico comunque di ogni chirurgia corneale.

Presso la San Rossore Eye Unit della Casa di Cura San Rossore, la SMILE è diventata il gold standard per la correzione della miopia e dell’astigmatismo nella grande maggioranza dei casi e, in particolare, negli sportivi, nelle miopie medio-elevate e in pazienti con occhio secco di grado lieve.

 

FemtoLasik

Per la correzione di miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia (tecnica più completa): eseguita con laser a femtosecondi VisuMax 800 di Zeiss per la costruzione del flap corneale e con laser ad eccimeri AMARIS 1050Hz di Schwind Eye-Tech Solutions per il reale rimodellamento refrattivo corneale.

 

PRK (Photo-Refractive Keratectomy)

(cheratectomia fotorefrattiva) eseguita spesso con metodica Trans-Epiteliale che consente un minor traumatismo dell’epitelio corneale e della cornea stessa in sé; anche in questa tecnica il vanto è il laser ultraveloce e ultra-affidabile AMARIS Schwind 1050 Hz.

 

PTK

(cheratectomia fototerapeutica) eseguita sempre con laser ad eccimeri AMARIS Schwind per la rimozione di opacità corneali e regolarizzazione personalizzata del profilo corneale.

 

Tutte le procedure son eseguite naturalmente in regime ambulatoriale (circa 5 minuti per occhio) con anestesia in collirio. Il recupero visivo e quindi il ritorno alle proprie attività avvengono in genere dopo 24-48 ore (SMILE; Femtolasik); più lento (e fastidioso) il recupero dopo tecnica PRK.

La scelta della metodica più idonea è secondaria al singolo quadro clinico e al difetto da trattare e quindi appositamente valutata dal chirurgo refrattivo.

ll cheratocono è una malattia degenerativa che colpisce la cornea, membrana trasparente e avascolare che ricopre la parte anteriore dell’occhio e attraverso la quale è possibile intravedere l’iride e la pupilla, che può portare, nel corso del tempo, a una importante riduzione della capacità visiva. Spesso bilaterale può comunque interessare in maniera asimmetrica i due occhi.

Insorge durante la pubertà e può progredire sino ai 30-35 anni (rari i peggioramenti in età più avanzata). L’incidenza riportata in letteratura è di 1 caso ogni 2000 pazienti ma, grazie anche all’ausilio di strumenti ultramoderni e a tomografi a tecnologia avanzata, è possibile diagnosticare in realtà tale patologia in fase ancora del tutto subclinica portando oggi il tasso a 1 caso su 500/1000 pazienti.

Nel cheratocono assistiamo ad un progressivo assottigliamento e sfiancamento (ectasia) della cornea, con deformazione della stessa e comparsa di un astigmatismo irregolare prevalentemente miopico e conseguente riduzione della capacità visiva.

La diagnosi precoce risulta essere fondamentale soprattutto per poter trattare tale patologia in una fase in cui è possibile ottenere ancora validi e stabili risultati refrattivi.

A seconda della gravità e stadiazione della patologia è possibile trattare il cheratocono con diversi approcci chirurgici e parachirurgici.

 

CROSS-LINKING CORNEALE

L’intervento di Cross-Linking rappresenta oggi la tecnica elettiva per arrestare il peggioramento del cheratocono.
Il metodo anche noto come “fotodinamica corneale” è una terapia parachirurgica che ha come obiettivo quello di aumentare la connessione fra le fibre e la loro resistenza.

Prevede una prima fase di “impregnazione” della cornea, mediante instillazione di gocce di collirio a base di riboflavina, la vitamina B2; successivamente si procede alla fase di “irradiazione” esponendo il tessuto corneale ad un fascio di raggi ultravioletti di tipo A (UVA) a basso dosaggio. Grazie all’azione combinata della vitamina B2 e dei raggi UVA si ottiene un aumento dei ponti molecolari che conferiscono maggiore resistenza agli strati più interni della cornea, rendendola più rigida e meno soggetta al processo di sfiancamento tipico di questa patologia

L’intervento può essere eseguito con diversi approcci e, dopo attenta valutazione da parte del medico oculista, è possibile eseguire presso il centro EyeUnit San Rossore la tecnica più appropriata al caso specifico.

Grazie al CF X-LINKER possiamo personalizzare i trattamenti basandoci sui dati topografici e pachimetrici dei singoli pazienti e scegliere che tipo di protocollo seguire:

  • EPI-OFF (dopo asportazione meccanica dell’epitelio corneale),
  • EPI-ON (con epitelio corneale in sede),
  • IONTOFORESI,
  • CXL su quadri di cheratite infettiva.

Le soluzioni oftalmiche di riboflavina utilizzata, RIBOCROSS-TE e RIBOFAST, sono formulazioni brevettate contenenti anche la Vitamina E – TPGS per consentire una penetrazione più efficace in tutto lo stroma corneale; tali soluzioni difatti sono adatte ad ogni tipo di protocollo compreso il trattamento EPI-ON.

Oltre al semplice rinforzo corneale per ridurre notevolmente il rischio di peggioramento del cheratocono presso il nostro centro laser eseguiamo, in casi molto selezionati, trattamenti personalizzati con laser ad eccimeri seguiti dal trattamento di Cross-Linking (Cross-Linking PLUS).

È possibile in questo modo non solo stabilizzare il quadro patologico ma, spesso migliorare anche la qualità visiva percepita dai nostri pazienti.

Con il termine cataratta si intende l’opacizzazione progressiva del cristallino.

Il cristallino è la lente naturale presente all’interno dell’occhio che consente la focalizzazione sul piano retinico delle immagini che osserviamo intorno a noi. Se tale lente si opacizza è facile intuire come le immagini osservate risultino sfuocate con conseguente classico annebbiamento della vista.

I sintomi più caratteristici possono essere:

  • Visione annebbiata e sfocata
  • Difficoltà di visione notturna
  • Visione di aloni attorno alle luci
  • Visione dei colori meno limpidi
  • Visione sdoppiata

La diagnosi di questa patologia deve sempre essere eseguita attraverso attenta visita oculistica e anche la terapia adeguata deve essere motivo di dialogo medico-paziente. Si evidenzia intanto che non esistono terapie mediche in grado di risolvere il problema ma l’unico trattamento valido e risolutivo è l’intervento chirurgico.

Presso il centro EyeUnit di San Rossore si eseguono di routine sia interventi con tecnica tradizionale (manuale + ultrasuoni) sia interventi con tecnologia avanzata a guida laser (laser a Femtosecondi).

 

INTERVENTO DI FEMTOCATARATTA

L’utilizzo del laser a Femtosecondi, nell’intervento di cataratta, ha reso questa chirurgia altamente sicura, ripetibile e quindi standardizzabile.

È assolutamente semplice e intuibile eseguire il taglio degli accessi corneali programmando estensione, posizione e profondità;

Il laser consente il taglio estremamente regolare e preciso della capsula del cristallino (capsulotomia) per facilitare l’accesso al nucleo della cataratta.

La regolarità e la centratura della capsulotomia laser guidata è di fondamentale importanza per l’impianto di cristallini artificiali altamente performanti (IOL multifocali, IOL tipo EDOF, IOL toriche per il compenso di astigmatismi corneali elevati).

Il laser permette infine di frantumare e ammorbidire il nucleo della cataratta per facilitare la successiva fase di aspirazione.

Questa procedura è vantaggiosa in particolare nelle cataratte dure e per le quali la tecnica di faco emulsificazione tradizionale con ultrasuoni potrebbe presentare maggiori rischi di danni a carico dell’endotelio corneale con successivo scompenso dello stesso.

L’operazione della cataratta nella maggior parte dei casi non richiede punti di sutura e il paziente può ritornare alla vita normale in genere già dopo 3-4 giorni.

 

QUALE CRISTALLINO ARTIFICIALE IMPIANTARE?

Dopo l’estrazione della cataratta, tradizionale o laser guidata che sia, è naturalmente necessario impiantare un nuovo cristallino artificiale (contestualmente all’intervento stesso).

L’evoluzione tecnologica, molto avanzata oggi in questo campo, consente di poter scegliere, in base soprattutto alle caratteristiche cliniche dell’occhio e alle volontà del paziente, la tipologia di cristallino artificiale da impiantare:

  • Lente Monofocale (permette di vedere gli oggetti distanti, mentre per quelli vicini è necessario indossare gli occhiali).
  • Lente monofocale/multifocale Torica (riduce fortemente l’astigmatismo corneale preesistente)
  • Lente Multifocale o a fuoco continuo tipo EDOF (permettono di focalizzare gli oggetti a diverse distanze riducendo in modo significativo l’uso degli occhiali).

Ovviamente ognuna di queste lenti, impiantabili presso il centro Eye Uniti di San Rossore, può avere vantaggi e svantaggi e questo sarà motivo di ampia discussione con il chirurgo di riferimento.

 

MIOPIA

La miopia rappresenta sicuramente oggi (e sempre di più in futuro) il difetto visivo più comune da riscontrare durante una visita oculistica.

Si stima infatti che nel 2050 oltre il 50% della popolazione mondiale ne sarà affetta (5 miliardi di persone).

Oltre ad una componente su base genetica la miopia sembrerebbe essere legata anche e soprattutto ad abitudini e fattori ambientali quali: il maggior tempo dedicato agli studi scolastici, l’aumento smisurato di dispositivi che obbligano a guardare da vicino, il sempre minore tempo trascorso all’aperto.

Distinguiamo prevalentemente due tipi di miopia: quella assile (cioè, legata ad aumento anatomico della lunghezza del bulbo oculare; la più frequente) e quella di indice (legata cioè, alla perdita di trasparenza del nostro cristallino naturale).

I pazienti miopi hanno una visione sfocata per lontano ma, generalmente mantengono una buona capacità visiva per vicino.

La correzione di questo difetto prevede l’utilizzo di occhiali, lenti a contatto o la più risolutiva chirurgia refrattiva.

 

IPERMETROPIA

Al contrario della miopia assile, l’ipermetropia è secondaria ad una lunghezza oculare più piccola del normale. Questo è il motivo per cui tale difetto è di facile riscontro in età pediatrica e se non ridotto durante le fasi di sviluppo (allungamento oculare) può persistere ovviamente anche in età adulta.

Nei soggetti giovani l’ipermetropia viene solitamente nascosta e compensata da uno sforzo accomodativo del cristallino; le immagini di ciò che osserviamo risultano sfuocate poiché vanno a localizzarsi non sul piano retinico ma posteriormente ad esso.

Il cristallino è in grado di cambiare la sua forma in maniera del tutto naturale e ciò facendo (accomodazione) riporta le immagini sfocate correttamente sul piano retinico (fuoco ideale). Tuttavia, questo meccanismo non è libero da fastidi vari potendo comportare fastidiosi mal di testa, rossore oculare ed affaticamento visivo, in particolare durante lo studio o la lettura.

La correzione di questo difetto prevede l’utilizzo di occhiali, lenti a contatto o la più risolutiva chirurgia refrattiva.

 

ASTIGMATISMO

L’astigmatismo è di per sé un difetto presente dalla nascita e in genere non evolutivo, se non per particolari patologie corneali, quali il cheratocono.

È caratterizzato da una curvatura non omogenea della cornea, in cui un meridiano risulta avere una curvatura diversa rispetto al meridiano perpendicolare.

Il risultato di questa geometria corneale è lo sdoppiamento delle immagini proiettate sulla retina: si creano, cioè, due diversi piani di fuoco (a-stigma ovvero “non in un solo punto focale”).

Raramente isolato spesso questo difetto è associato sia alla miopia che alla ipermetropia.

La correzione di questo difetto prevede l’utilizzo di occhiali, lenti a contatto o la più risolutiva chirurgia refrattiva. In caso di cataratta è possibile impiantare un cristallino artificiale torico, una lente artificiale cioè in grado non solo di eliminare l’opacità ma anche il difetto visivo pre-esistente.

 

PRESBIOPIA

La presbiopia è il tipico difetto che compare in genere dopo i 40-45 anni. Intorno a questa età, infatti, il cristallino inizia a perdere la sua elasticità e di conseguenza il suo potere accomodativo (non è più capace di mettere a fuoco gli oggetti vicini).

Non è un difetto legato alla visione per lontano quindi ma, essenzialmente a tutto ciò che è ravvicinato (libri, giornali, PC, cellulari ecc.).

La correzione comune si avvale di occhiali da lettura e spesso, per non dover togliere e mettere gli occhiali continuamente, le lenti sono di tipo multifocale.

Anche per questo difetto è possibile pensare, oggi, ad un intervento laser che consente di eliminare (ridurre al massimo) gli occhiali da lettura.

La tecnica PRESBYMAX (eseguita con il laser ad eccimeri Schwind Amaris presso il centro laser EyeUnit) consente infatti, di rimodellare con precisione la cornea ripristinando una valida visione da vicino specie in condizione di buona luminosità.

Il trattamento laser, come per gli altri difetti visivi, è rapido e indolore e il recupero visivo è in genere immediato (24-48 ore).

L’impianto di Lenti Fachiche (IOL Fachiche) rappresenta un’ottima e valida strategia chirurgica per la correzione di difetti visivi altrimenti non correggibile con tecnica laser.

In condizioni ottimali, difatti, è possibile pensare ad una correzione laser per miopie tra le 7-8 diottrie e per ipermetropie tra le 4-5 diottrie; ogni qualvolta si superano questi valori o quando le condizioni anatomiche dell’occhio non consentono comunque correzioni laser anche per valori più bassi la soluzione ottimale è rappresentata proprio dalle lenti fachiche ed in particolar modo dalle lenti fachiche da camera posteriore ovvero retropupillari (completamente invisibili).

L’intervento in genere viene eseguito presso il centro Eyeunit in regime ambulatoriale e con anestesia topica (mediante collirio). Il recupero visivo in avviene già dopo poche ore e il rientro alle proprie attività lavorative risulta pressochè immediato (2-3 giorni).

Queste lenti hanno poi il vantaggio di potere essere reversibili ovvero, possono essere rimosse ed eventualmente anche sostituite, qualora la miopia dovesse progredire negli anni.

E’ possibile oggi correggere contemporaneamente alla miopia elevata anche difetti di astigmatismo associato mediante impianto di IOL Fachiche Toriche.

Direttore Sanitario
Dott. Roberto Di Mitri

Oculistica
Dott. Massimo Mammone
Dott. Andrea Marabotti
Dott. Emanuele Di Bartolo

Ortottica
Dott. Francesco Fortunato (Key-operator)
Dott.ssa Alessandra La Ferla (Key-operator)
Dott.ssa Lepri Martina (Key-operator)

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